Il cantare è un linguaggio prezioso d'evangelizzazione
Bobby Calunsag • 1 giugno 2020
Il cantare è un linguaggio prezioso d'evangelizzazione

Il cantare
è un linguaggio prezioso d'evangelizzazione
Il cantare
è un linguaggio prezioso d'evangelizzazione, soprattutto in questo tempo moderno, la musica
è assai preziosa: non per dire che il pulpito non serviva più, magari il cambiamento comportamentale delle persone che non ascoltano più i ministri che parlano ma ascoltano più la musica. In realtà, la musica
piace a tutti, nessuno avrebbe rinunciato all'ascolto della musica, perché l'uomo è di natura musicale.
Oggi il nuovo pulpito di coloro che amano la musica è il palco, un cantante ha più seguito che un predicatore. Gli amanti della musica piace ascoltare la melodia, per questo noi che siamo ministri di Dio, dovremmo riscoprire questo linguaggio se volessimo evangelizzare e fare un buon servizio ai nostri giovani.
Gesù quando predicava, entrava nella cultura della sua gente, utilizzava il linguaggio loro ed entrava nella loro mentalità. Non imponeva le sue parole, ne facesse proselitismo: piuttosto testimoniava con i fatti le sue parole. Erano più attratti nei fatti le persone che alle sue parole, infatti andavano dietro perché avevano visto dei miracoli e la moltiplicazione del pane. Non erano interessati a Gesù, erano piuttosto attratti dai fatti che faceva.
Il nostro Maestro sapeva come entrare nel linguaggio della gente, se Gesù fosse incarnato nei nostri tempi, avrebbe utilizzato il linguaggio della musica anche nei giorni nostri pur di raggiungere il cuore delle anime. Non è per nulla scandaloso la musica quando viene usato per uno scopo di trasmettere il vangelo, anzi, è molto interessante perché suscita interesse e stupore alle persone e agli ascoltatori.
In questo tempo digitalizzato, ancor di più viene valorizzato l'argomento musicale nella nostra società moderna. E' dalla musica che noi possiamo incanalare il nostro metodo d'evangelizzazione. La musica
in realtà non è la finalità dell'evangelizzazione, bensì è solo un mezzo: nemmeno lo possiamo assolutizzarlo. Lo scopo principale per cui evangelizziamo in questo mondo che cambia costantemente, è la trasmissione del vangelo, è la preoccupazione maggiore come salvare le anime.
Noi ministri di Dio, siamo chiamati a testimoniare il Vangelo a tutti, non solamente ed esclusivamente ai nostri credenti che frequentano la nostra comunità, ci sono molte anime fuori dall'ovile, andiamo noi a cercarle. Per cercarlo, occorre utilizzare un linguaggio che le farà avvicinare loro, piuttosto che di farli scappare. Guai a noi predicatore
se con il nostro linguaggio errato le facessimo scappare.
Noi con il nostro gruppo: La Mia Gioia,
non andiamo in giro per raccogliere gli applausi, non importa a noi ci sono o meno applausi, a noi invece interessa che possiamo condividere a tutti chi siamo e per quale motivo noi lo facciamo tale apostolato. La sfida che il Papa Francesco ha posto nella sua Enciclica: Evengelii Gaudium
che dobbiamo rinnovare il nostro modo d'evangelizzare: sulla gioia e sulla credibilità. Per noi uno di questi metodi che utilizziamo per evangelizzare è svolgere un concerto usando la musica come mezzo di trasmissione e di testimonianza.
Abbiamo avuto dei riscontri positivi da parte di tutti coloro che ci hanno ascoltato durante il concerto, erano allietati e felici del nostro modo di raccontare il vangelo. Con il linguaggio della musica, accompagnato dal sentimento di gioia, suscitava a loro stupore ed interesse. Se questo metodo funzionasse, perché non dovremmo promuoverla? La nostra gente sta più fuori che dentro la chiesa, c'è una diaspora dei fedeli dalla chiesa e non dovremmo dormire e restare tranquillo senza poter dare un piccolo contributo per richiamarle a Cristo.
Svolgere un concerto in chiesa o in piazza ci vuole il coraggio, non è da tutti. Ma se ci sono ministri che hanno il carisma di farlo, perché non valorizzarlo? Tutti noi siamo chiamati ad annunziare Gesù e ad andare nelle periferie del mondo, dove abitano le anime lontane. Il compito fondamentale della Chiesa è andare in missione. Il nostro andare a fare evangelizzazione con la musica
per noi è già una specie di missione. La missionarietà
è una chiamata a tutti: guai a me se non predicassi il vangelo
dice San Paolo. Non solo pronunciamo il vangelo, ma da musicisti, noi cantiamo proprio il vangelo di Cristo.
P. Bobby Calunsag